Page 19 - Guida della Valcenischia
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giaglione cipianti e sportivi. La roccia è veramente bella, uno gneiss-granitoide sempre
molto lavorato, sia sulle placche che sui muri verticali, in alcune zone con for-
mazioni tipiche dei calcari, quali buchi, vasche e concrezioni. L’ arrampicata si
svolge principalmente su muri leggermente appoggiati, ma non mancano i
settori verticali e anche un paio di strapiombi; i movimenti non sono mai scon-
tati e soprattutto sempre molto vari ed eleganti. Le difficoltà vanno dal 4 al 7A
ma con prevalenza del grado 6, i tiri sono quasi tutti molto lunghi, tanto che
è praticamente d’ obbligo la corda da 60 m. e nel Settore dei Calli, vivamente
consigliata la 70 metri.
Santa Chiara. La borgata alpina a 1500 mt. Divisa nei due borghi Pian del Trucco
(Plan dou Truc) e Prapiano (Praplan) ha origini molto antiche. Nel periodo della
marchesa Adelaide di Susa, tutta l’area chiamata Alpe Cleyrana fu ceduta assie-
me ad altre località al priorato della Novalesa. Molto interessante il pianoro un
antico lago di colmata sospeso.
Val Clarea. Vallone selvaggio e chiuso tra la parete della ‘Gran Rotsa’, il massiccio
del Giusalet, il gruppo Ambin ed i contrafforti dei denti di Chiomonte, vi tro-
viamo diverse borgate alpine, i sentieri si dirigono al colle Clapier ed al vallone
di Toullie.
Le Barricate di Clarea si trovano, come ricorda il nome, in Clarea. Con questo
toponimo viene generalmente indicata la parte bassa dell’omonima valle, nel
punto in cui il torrente che le dà il nome confluisce nella Dora Riparia. Il torren-
te, che oggi segna il confine tra i Comuni di Giaglione e Chiomonte, ha segna-
to il confine tra la Savoia e il Delfinato fino al 1713, quando, con il trattato di
Utrecht, la frontiera è stata portata sullo spartiacque del Monginevro. La zona
della Clarea si presenta come una conca racchiusa tra l’altopiano di Chiomonte,
la regione Maddalena di Chiomonte, il versante orografico sinistro dell’alta Val-
le Susa e le gorge della Dora tra Giaglione, Gravere e Chiomonte.
Le Barricate di Clarea in territorio sabaudo in particolare si svilupparono sulla
sinistra orografica del torrente omonimo nella parte terminale a ridosso del
corso d’acqua e della strada Gallo–Romana, che collega i Comuni di Giaglione e
Chiomonte. La conformazione geologica della zona ha indubbiamente condi-
zionato lo sviluppo geometrico delle Barricate, che nella parte lungo il torrente
seguirono l’andamento del ciglio che divide la zona del bosco (e un tempo
delle vigne) dalla gola del Clarea.
Castello Superiore. Come quasi tutti i giaglionesi sanno, del castello degli
Aschieri de Ialliono rimangono oggi pochi resti che ancora affiorano dal terre-
no. La fortezza sorgeva sul poggio a nord-ovest delle case della frazione di S.
Andrea (Clóo) che si affacciano sulla strada del Moncenisio nel luogo in cui il
toponimo stesso (Tsatlas, castellazzo) ricorda in sintesi la fine ingloriosa dell’e-
dificio.
Mulini di Ciareina. l torrente Clarea scorre in un ambiente selvaggio e si perde
in pozze fantastiche tra rocce arrotondate, la frazione Ciareina aveva ben cin-
que mulini alimentati dal torrente, tuttora visibili ed in parte conservati.
Castello Menate. La denominazione di “castrum vetus” nei dati di archivio di-
mostra l’esistenza di un castello da tempi remoti di guardia ad una delle prime
vie per le gallie.La mancanza di sorgente lo rendeva scarsamente difendibile e
sono note le diverse traversie e difficoltà per superare il dislivello dal paese al
castello con condotte e tubazioni.
Caserma difensiva Santa Chiara. Parte del dispositivo di difesa del Col Clapier,
con punto avanzato negli alloggiamenti Avanzà (ora rifugio escursionistico), fu
costruito nel 1890 e presenta una forma a ‘z’ con finestre per fucilieri e canno-
niere, ora di proprietà privata ospita colonie estive gestite dai Salesiani.
Il forte ‘Combe’ fu costruito nel 1891 per contrastare eventuali attacchi pro-
venienti dal Moncenisio: ubicato in posizione strategica, in località omonima
nel comune di Giaglione, dominava e difendeva la Val Cenischia e la Valle della
Dora. Il complesso si sviluppa su un impianto pressochè triangolare ritagliato
nel terrazzo roccioso occupato dal gruppo delle batterie verso nord e, sul lato
opposto, dal fabbricato che ospitava la caserma-forte, un tempo destinato agli
alloggiamenti delle truppe e ai magazzini. L’edificio è caratterizzato sul risvolto
meridionale dalla caponiera metallica scorrevole dotata di mitragliatrice.
Cappella di Santo Stefano. La cappella venne costruita nel XIII sec., è costituita

